Ania, il progetto, la storia: un po’ di fatti di Puglia di Stoffa

Vi auguro di brillare, che non potete vivere nell’ombra o nella luce degli altri.
Vi auguro di trovare la vostra strada, che a seguire gli altri sono bravi tutti.
Vi auguro di essere unici, perché di copie e di imitazioni, il mondo è già pieno.

 

Chi è Ania

Sono Stefania Calefati, per tutti Ania.
Mi dicono “Che testa fresca hai!”
Ma non sanno che per me è un complimento.

È con questa testa fresca che mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti in Pittura e Decorazione e diplomata come Wedding planner e Designer alla Enzo Miccio Academy. 

È con questa testa fresca che mi sono inventata il cibo cucito pugliese e ho creato il brand Puglia di Stoffa.

È con la stessa testa fresca che affronto ogni giorno e, così facendo, qualcosa di buono ne esce sempre.

A chi appartengo?

Mio nonno materno era un pescatore, uno dei primi a pescare ricci a Fasano.
Mio nonno paterno vendeva prodotti caseari in quella che oggi è la mia bottega di cibo di stoffa.
Io ho preso i miei nonni, ci ho messo anche un po’ di mia madre, sarta, e ho creato Puglia di Stoffa.

Delle volte, siamo circondati da segnali che ci dicono in quale direzione andare: ho incanalato tutte le mie energie, la mia storia, le mie passioni in questo brand e sono felice che sempre più persone, acquistando Puglia di Stoffa, portino in giro la Puglia autentica, facendo conoscere le cose buone che ci hanno insegnato i nonni.

È questa la mia ambizione: farvi portare in giro momenti e pezzi di Puglia che significano più di quello che sono.

Cos’è Puglia di Stoffa?

Puglia di Stoffa nasce come idea nel 2017 durante un mercatino in un noto resort pugliese, ma è nel 2021, in piena pandemia, che l’idea diventa un brand. Così ho iniziato a cucire cibo pugliese per arredare ambienti e come tascabili da portare con sé. Una commistione tra l’arte della sartoria, l’artigianato e la pittura, per valorizzare i saperi del passato, portandoli a un livello inedito con una tecnica innovativa.

In poco tempo, Puglia di Stoffa è diventato un fenomeno nazionale: ne hanno parlato Corriere del Mezzogiorno, Telebari, Repubblica, il programma su TV2000 “L’ora solare” condotto da Paola Saluzzi, attirando l’attenzione di Anna Dello Russo che l’ha voluto nel suo progetto “Frisellanna” in Puglia.

Così, è iniziata la produzione di cibo cucito per masserie, botteghe, b&b, negozi, ristoranti e bar.

Riprendendo l’arte giapponese del “Sampuru”, che riguarda realistiche riproduzioni di cibo in resina, tradizionalmente utilizzate per esporre i menù nei ristoranti, Puglia di Stoffa cattura l’essenza del cibo e l’anima della Puglia con riproduzioni iperrealistiche in tessuto.

La gente quindi adesso se ne va in giro con carciofi e panzerotti attaccati alle chiavi, mentre ci sono focacce di stoffa sulle tavole di qualche nonna, pucce di stoffa nei pub, braciole al sugo in stoffa in alcune masserie, mozzarelle in stoffa in vari caseifici, dolci che sembrano veri nelle vetrine delle pasticcerie.

Quando acquisti un oggetto di Puglia di Stoffa stai acquistando un’emozione. Per chi vive lontano, per chi è legato alle tradizioni, per chi ama il cibo, per chi lo regala, ha un valore immenso.

Puglia di Stoffa è tutta qui: nelle storie delle persone, nei ricordi, nei piatti preferiti.

Che cosa devono dire le persone?

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